martedì, giugno 06, 2006
VACCINO ANTI-COCAINA!!!!!!!!!!!
                                                                                  coca



   VERONA - Un vaccino per contastrare l'uso della cocaina. La novità è stata messa a punto negli Stati Uniti e presto prenderà il via l'ultima fase della sperimentazione che potrebbe coinvolgere anche l'Italia. Il progetto sarà presentato ufficialmente al "Cocaina Verona Congress", lunedì 5 e martedì 6 giugno. I primi test - se ci sarà il placet del ministero - dovrebbero partire proprio dal Veneto entro la fine dell'anno.

Come funziona. "Il vaccino - spiega Giovanni Serpelloni, direttore dell'Osservatorio regionale Veneto sulle dipendenze - è costituito da parti di cocaina inerti sintetizzate in laboratorio, che si aggregano alle molecole della cocaina impedendo che questa arrivi all'area del cervello deputata alla gratificazione. Naturalmente - tiene a sottolineare Serpelloni - alla terapia farmacologica è necessario affiancarne una psicologica".

Sei mesi di "copertura". Il vaccino, del quale sono state già testate nelle prime fasi efficacia, sicurezza e tollerabilità, elimina al 100% gli effetti chimici della cocaina e garantisce una copertura di circa sei mesi. Una scoperta di non poco conto se si prendono in esame le dimensioni del fenomeno: in Italia i consumatori della "polvere bianca" sono circa 300.000 e 17.000 sono in trattamento nelle cliniche pubbliche e private.

A chi è destinato. La tipologia del consumatore di cocaina è molto cambiata negli scorsi anni: non si tratta più di una droga d'élite, ma - visto l'abbassamento di prezzo dello stupefacente - il suo consumo si è diffuso in tutte le fasce sociali. Quindi i possibili utenti, sempre secondo Serpelloni, sono di tre tipi: chi ha smesso di farne uso ma teme ricadute; chi è in overdose, e in questo caso il vaccino servirebbe da antidoto; infine i giovani che, pur non avendone ancora fatto uso, sono considerati "a rischio".

Le tappe. Durante il convegno verrà presentato un manuale di aggiornamento tecnico-scientifico sulla cocaina (di circa 600 pagine), il primo in Italia, con il contributo di ricercatori esteri. Inoltre alla fine del congresso, mercoledì 7, sarà attivato un gruppo per lo studio di fattibilità nel nostro Paese, sul piano legale e bioetico, della sperimentazione del vaccino anticocaina. Lo scopo è quello di proporre l'Italia per la fase 3 della sperimentazione (al Nida, l'Istituto nazionale sull'abuso di droghe degli Stati Uniti, sono già state concluse le prime due fasi). Le prime somministrazioni del vaccino potranno partire soltanto dopo che sarà arrivato l'assenso ufficiale da parte del Ministero della Salute.                                                                                                        

Non so voi ,ma nel leggere questa notizia sono rimasto senza parole,come se un tir mi avesse centrato in pieno senza neanche provare a frenare.
Non voglio entrare nel merito dell'uso (o meno) di sostanze stupefacenti(e nel caso della coca,stupefacente è la parola più adatta),ma soffermarmi un attimo sul palese tentativo di limitare maggiormente il campo delle libertà personali.
Tra i "destinatari" di questo "antidoto" che generosamente il mondo medico è pronto a mettere in commercio per il bene dell'umanità tutta....vi sono : " i giovani che, pur non avendone ancora fatto uso, sono considerati "a rischio". "
MA CHE CAZZO VANNO DICENDO???MA CI SIAMO IMPAZZITI?
Vogliono vaccinare un ragazzo per impedirgli di fare qualcosa che non ha ancora fatto perchè potrebbe essere a rischio...a rischio di che?di cosa?e soprattutto...a rischio per chi?
Il rischio vero non è per il ragazzo,spero  sia chiaro il come stiano facendo di tutto per renderci ancora più innocui..del ragazzo a rischio fotte poco e a nessuno...
Continuano ad imbavagliarci..a.desso ci rendono immuni da una pianta per 6 mesi...ma dove potranno arrivare? Non puniscono più se ti sballi...ma ti rendono "insballabile"!!!
Un giorno potremmo tagliare il pene ai ragazzi "a rischio" per evitare che possano molestare sessualmente qualcuno...oppure un centinaio di punti di sutura alla vagina di tutte quelle diciasettenni abbastanza "aperte" ai piaceri carnali,per evitare che diventino prostitute....
Quello che più mi sconvolge è l'assoluta soggettività di giudizio....se per me sei a rischio...ti immunizzo!!!!
Uagliù....qua ce lo vogliono mettere al culo....raccogliamo baracche  e  burattini...e andiamocene!!!!
inventeranno mai un vaccino per combattere l'intolleranza?
sempre vostro
(credo che tornerò a mente fredda sull'argomento)
postato da: alternativeways alle ore giugno 06, 2006 16:26 | Permalink | commenti (5)
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venerdì, maggio 12, 2006
E IL MALE DEL CALCIO ERANO GLI ULTRA'?!?!


STATE UCCIDENDO LA NOSTRA PASSIONE........
MERDE!!!!!!!!

postato da: alternativeways alle ore maggio 12, 2006 21:57 | Permalink | commenti (6)
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martedì, aprile 18, 2006
Sono sicuro che non lo farai mai...

lo so perchè conosci il mio modo di reagire a certe,chiamiamole così, situazioni...

ma se vuoi,puoi, non sono certo qualcuno d'importante per vietarti di fare qualcosa...

viene proprio da me, l'essere,  nonostante tutto, assolutamente libertario...

quindi accomodati pure,ma dopo dovrai abituarti a vivere con quello che scatenerai in in me....

se tu mi ammazzi,

la prima cosa che cercherò di fare,non sarà certo quella di ucciderti a mia volta...

sarebbe troppo facile,banale,ma, soprattutto,non soffriresti abbastanza.

ti seguirò,ti studierò in ogni momento,ma non celerò la mia presenza,dovrai capire che lentamente sei entrato nel mirino e nel progetto di qualcuno....

ti renderò impossibile la vita,avrai sempre il fiatone la sera e la paura di alzarti dal letto la mattina seguente...

ti ho detto...io non ti ammazzerò,

ma ti PORTERO' AL SUICIDIO...

dovrai porre fine te stesso alla tua esistenza...

mentre esali l'ultimo respiro o vedrai intorno a te l'ultimo secondo,capirai cosa hai fatto e quanto dolore hai provocato...

e sono sicuro che, in fondo,

accetterai anche tu la mia sentenza...
postato da: alternativeways alle ore aprile 18, 2006 11:04 | Permalink | commenti (5)
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martedì, aprile 11, 2006
Straziato dal rapporto poco cordiale che ho un pò con tutta la telefonia cellulare, mio fratello, mosso a pietà, si è deciso nel regalarmi un telefono di questi hi-techmanontroppo...del tipo livello avanzato, ma senza esagerare...."sarebbe stato come dare i confetti agli asini", mi ha detto...chiara metafora...non credo di dovervi dare spiegazioni su ki impersoni confetti ed asino....
comunque...come da bravo ragazzino a cui regalano la prima bicicletta, non impara mica ad andarci su, ma comincia ad attaccare adesivi,stronzate varie ed affini per renderla + bella ed aggressiva(maschio) o elegante(femminuccia)....allo stesso modo mi sono subito disinteressato di sigle astruse quali CIS, IM (tutte collegate al bluetooth,credo) e ho fatto la prima cosa ke sarebbe venuto in mente di fare 10 anni fa ai primi possessori di cellulari....PERSONALIZZARE LA SUONERIA!!!
così di sera,prima di andare a dormire,dopo una non proficua giornata passata a vitellonare a La Sapienza....ho messo sul mio motorola nuovo fiammante la prima canzoncina che mi era venuta a tiro sul web: "Perhaps,perhaps,perhaps.." che, se ben ricordavo, mi faceva anche cagare..ma tant'è....
appena svolta l'operazione,stremato, ripongo tutto nei jeans(così domani nn me ne dimentico!!!)...
il mattino dopo, la mia gentilissima coinquilina viene ad avvertirmi con la cordialità di uno a cui un vigile sta facendo una multa che nel giro di 5 minuti sarebbe venuto il proprietario di casa (nickname:Orso) a riscuotere quanto gli spettava.....e mancava solo una quota...una a caso...
Subito esco di corsa indossando a malapena pantaloni e maglietta e mi affretto al primo sportello bancomat...come al solito fila...rischio di addormentarmi attaccato ad un palo,finchè un'anziana indaffarata ('ma sempre fretta c'hanno stè vekkie??fanno in pensione per quale motivo!!!)mi avverte  a 150 decibel:"Giovinotto....ci vogliamo muovere o no?" con difficoltà inserisco skeda e riporto ai neuroni le 5 cifre...ad un certo punto,però...l'imprevisto.....note soavi si levano intorno a me.....stupefatto, cerco frastornato la fonte di tutto quel sonoro,ma non vedendo nè tamarri su una golf(anche perchè non era il genere), nè radio in giro....l'unico strumento elettrico era lo sportello....
con un sorriso da ebete avvicino l'orecchio al video,anzi, a momenti ci entro con tutta la testa..ed esclamo:" Cazzo le poste!!!pure la musiketta al bancomat!!!"e cercando fonte di conferma mi giro indietro guardando la fila impaziente....nello stesso istante comincia a vibrare qualcosa in tasca.....porca troija....il telefonino!!!!
mi giro di scatto facendo finta di nulla..nn posso però fare a meno di sentire il commento della vekkia alla sua amica:"Stì giovinotti....alle 10 di mattina già si bevono la droga!!!"...
umiliato non tocco quel telefono da 10 giorni....mio fratello aveva ragione...."come dare i confetti agli asini".....
postato da: alternativeways alle ore aprile 11, 2006 19:18 | Permalink | commenti (2)
categoria:experiences
venerdì, marzo 17, 2006

"...quello che lui cercava era sempre qualcosa davanti a sè,

e anche se si trattava del passato era un passato che cambiava man mano egli avanzava nel suo viaggio,

perchè il passato del viaggiatore cambia a seconda dell'itinerario compiuto,

non diciamo il passato prossimo cui ogni giorno che passa aggiunge un giorno,

ma il passato più remoto.

Arrivando ad ogni nuova città il viaggiatore ritrova un suo passato che non sapeva più d'avere:
 
l'estraneità

di ciò che non sei più o non possiedi ti aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti.


       "Ti è mai accaduto di vedere una città che assomigli a questa?"             

                                                                                           
                                                                   

                                     Le città invisibili, Italo Calvino

 

postato da: alternativeways alle ore marzo 17, 2006 01:12 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, marzo 16, 2006

L'ultrà non ha un nome per il mondo esterno, solo gli amici lo conoscono. L'ultrà non ha volto,

 

spesso un cappuccio gli copre la testa, una sciarpa la bocca. L'ultrà non si veste in modo normale, non segue le mode, boccia le novità. Quando sale su un treno, cammina su un marciapiede anche se non ha vessilli della propria squadra, lo riconosci. L'ultrà attacca se attaccato, aiuta nel bisogno. L'ultrà non smette di essere tale appena si toglie la sciarpetta o rientra a casa dopo una trasferta, continua a lottare 7 giorni su 7. L'ultrà veterano dà l'esempio a quello giovane, e quello giovane rispetta il veterano. L'ultrà giovane è fiero di stare al lato del veterano, di imparare dalle sue critiche e inorgoglirsi dai suoi complimenti. Quando la gente guarda un ultrà non lo capisce, e lui non vuole essere capito dalla gente, non dà spiegazioni sul suo modo di essere. Ogni ultrà è diverso, c'è quello che veste solo materiale ultrà e della sua squadra e quello che non ha neanche una maglietta del suo gruppo. C'è quello che si muove solo col gruppo e quello che fa gruppo per se. Gli ultrà sono diversi ma li unisce l'amore per la propria squadra, la tenacia nel resistere oltre 90 minuti in piedi sotto la pioggia o al freddo, li unisce il riscaldarsi con un coro cantato a squarciagola, li unisce la sicurezza dell'amico che gli dorme accanto sul treno che ti riporta dalla trasferta, li unisce la passeggiata goliardica nella città avversaria, li unisce la gioia di partire per una trasferta e la stanchezza del ritorno, li unisce quel panino diviso in due dopo ore di digiuno, li unisce quella sigaretta offerta nello scompartimento e ridata in curva, li unisce quella litigata sull'esterno sinistro panchinaro fatta nella penombra di un treno notturno, li unisce quello sguardo dopo uno scontro, li unisce la mentalità. Le cose che ci uniscono, contemporaneamente ci dividono dal mondo esterno, ci allontanano da genitori preoccupati, da zii scandalizzati, da compagni di classe impauriti e da professori disgustati. L'ultrà è l'eccezione alla regola, è l'inaspettato che ti sorprende, è la sorpresa che ti smorza il sorriso quando pensi di averla fatta franca. L'ultrà è anche il braccio che ti tira sul vagone prima che si chiudono le porte. L'ultrà non è violenza gratuita, è la difesa intransigente di uno stile di vita messo in pericolo da biglietti nominativi, dalle pay-tv, dall'imborghesimento delle nuove generazioni, dalla tv-spazzatura e, soprattutto, dalla repressione. L'ultrà è questo e molto altro, altri sentimenti non rinchiudibili in parole, incomprensibili alla gente comune che preferisce vivere dietro un vetro piuttosto che infrangerlo e entrare nella realtà fredda e piovosa.
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"se solo lontanamente capiste cosa significa per me quella maglia,oggi morireste sul campo per darmi la vittoria!"

 

postato da: alternativeways alle ore marzo 16, 2006 14:59 | Permalink | commenti
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